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Museo Arte Contemporanea Calasetta
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Ambito disciplinare: Arti visive

Senza Titolo (Zaza Calzia)
Senza Titolo (Zaza Calzia)

L’opera del 1988 di Zaza Calzia unisce astrattismo geometrico e gestualità pittorica, con intense tonalità di blu e pennellate energiche.

Senza Titolo (Nino Calos)
Senza Titolo (Nino Calos)

Progetto per calendario del 1971, l’opera di Nino Calos unisce disegno e note autografe, esprimendo la sua originale e poetica “geometria lirica”.

Senza Titolo (Gaetano Brundu)
Senza Titolo (Gaetano Brundu)

Senza titolo (1972) di Gaetano Brundu esalta il celebre “baffo del leone” rosso, simbolo della sua arte, in una vivace esplosione di colore.

Onda (Gaetano Brundu)
Onda (Gaetano Brundu)

Onda (1989) di Gaetano Brundu unisce spirali, colori vivaci e il celebre “baffo del leone”, simbolo della sua ricerca artistica innovativa.

Senza Titolo (Ferruccio Bortoluzzi)
Senza Titolo (Ferruccio Bortoluzzi)

Negli anni Settanta Ferruccio Bortoluzzi sperimenta la serigrafia, traducendo i suoi collage in forme geometriche e segni evocativi di ferite e lacerazioni.

Senza Titolo (Arturo Bonfanti)
Senza Titolo (Arturo Bonfanti)

Arturo Bonfanti sviluppa un linguaggio geometrico essenziale e rigoroso. L’incisione a punta secca del 1970, firmata e numerata, ne testimonia la ricerca.

Senza titolo 2 (Franco Bruzzone)
Senza titolo 2 (Franco Bruzzone)

Acquarello astratto-geometrico del 1993 di Franco Bruzzone, con segni curvi e rettilinei e delicati toni giallo e viola in armonia cromatica.

Boite articolata viola-celeste (Ines Blumencweig)
Boite articolata viola-celeste (Ines Blumencweig)

Disegno astratto-geometrico di Ines Blumencweig (1981): una boîte tridimensionale viola-celeste che si apre verso l’osservatore, con ombre sfumate.

Senza Titolo (Franco Bruzzone)
Senza Titolo (Franco Bruzzone)

Ispirato dai reperti di Siracusa, Franco Bruzzone sviluppa forme astratto-geometriche seriali, come nell'opera del Macc su fondo azzurro.

Trittico Senza titolo (Antonio Calderara)
Trittico Senza titolo (Antonio Calderara)

Nel 1973 Calderara crea tre serigrafie gialla, rosa e azzurra: forme essenziali e luce diventano misura umana, colore e armonia nello spazio.